Ue-Mercosur, patto per 700 milioni di consumatori

Giù i dazi su carne e vino. Tutele ad hoc per gli agricoltori

Dazi quasi a zero, canali preferenziali per export e investimenti, tutele messe nero su bianco per il settore agricolo: sono diversi i punti chiave dell'accordo tra l'Ue e il Mercosur, definito dalla Commissione europea come la maggiore intesa di libero commercio mai siglata. Con il via libera dell'esecutivo comunitario comincia l'iter per la messa in atto dell'accordo: perché sia operativo nel suo complesso servirà la ratifica dei 27 ma, per l'attuazione dei termini commerciali, basterà - nel frattempo - la maggioranza qualificata dei Paesi membri.

LA STORIA. I negoziati tra Ue e Mercosur (il mercato comune che unisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) sono iniziati 25 anni fa. In mezzo sono passati decine di governi e centinaia di dubbi e proteste che, da più parti, hanno preso di mira la potenziale intesa accusandola ora di invadere il mercato europeo di prodotti sudamericani, ora di non tutelare i parametri sanitari e ambientali dell'Unione. Nel 2019 l'accordo sembrava chiuso ma, complice anche l'ondata del Covid, i negoziati si sono arenati. Nel 2022, con il subentro di Inacio Lula a Jair Bolsonaro in Brasile, il dialogo è ripartito. L'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha infine dato una svolta alle tratttaive. Il 6 dicembre del 2024 i vertici dell'Ue, a Montevideo, hanno siglato l'intesa con i Paesi del Mercosur.

L'ACCORDO. I confini dell'intesa Ue-Mercosur sono amplissimi, coinvolgendo Paesi che rappresentano un prodotto interno lordo di circa 20 trilioni di dollari e oltre 700 milioni di consumatori. L'intesa prevede il graduale l'abbattimento dei dazi sul 90% dei prodotti oggetto di interscambio tra l'Ue e il Mercosur. Per il Sudamerca scatta la liberalizzazione di prodotti come carne bovina, pollame, zucchero, riso, frutta tropicale. Parallelamente per alcuni prodotti chiave dell'Ue si prevede un percorso per i dazi zero. Tariffe che, al momento, sono molto alte: fino al 35% per il vino, al 28% per i formaggi e il 35% sulle automobili. L'intesa, inoltre, prevede un canale preferenziale per le imprese dei due continenti, sull'accesso agli appalti e sulla possibilità di investimenti. Secondo la Commissione l'intesa porterà ad un aumento del 39% dell'export Ue verso i Paesi Mercosur e sosterrà 440mila posti di lavoro in tutta Europa.

LE SALVAGUARDIE. L'Ue si è mossa per dissipare i dubbi di chi, come Francia, Italia e Polonia, teme che l'intesa possa essere un colpo per il settore agricolo. L'accordo introduce quote tariffarie ad hoc per alcuni prodotti come la carne bovina - pari a circa l'1,5% del consumo europeo: i dazi saranno solo ridotti, precisamente al 7,5% all'interno della quota. Fuori da quest'ultima, le tariffe saranno tra il 40 e il 50%. Meccanismi simili sono previsti per pollame, zucchero e riso.

L'ITER. Per l'attuazione dell'intesa con il Mercosur la Commissione, consapevole dei possibili veti di alcuni Paesi membri, ha scelto di seguire il cosiddetto modello cileno. Come è accaduto per l'intesa commerciale tra Bruxelles e Santiago, è previsto un accordo commerciale ad interim, per il quale non è necessaria la ratifica dei 27 ma il sì dalla maggioranza qualificata all'interno del Consiglio Ue. Un sì che Palazzo Berlaymont vuole entro la fine dell'anno.