La minaccia dei dazi di Trump si abbatte su Ue e Cina

Timore di una guerra commerciale, la mappa delle misure commerciali

Donald Trump non vuole fare prigionieri, in patria e all'estero. A soli tre giorni dal suo insediamento, il presidente ha già messo bene in chiaro che chiunque proverà ad ostacolare il suo piano per "rendere l'America di nuovo grande" la pagherà cara. Una minaccia già lanciata durante la campagna elettorale, ma che dallo Studio Ovale ha tutto un altro suono. All'estero il tycoon si è rivolto soprattutto ai Paesi europei, proprio nei giorni del Forum economico di Davos. "Ci trattano molto, molto male e se non correggeranno gli squilibri commerciali dovranno pagare i dazi", ha avvertito durante un evento alla Casa Bianca per il lancio di Stargate, la joint-venture da 500 miliardi di dollari per costruire l'infrastruttura necessaria all'intelligenza artificiale. "Non c'è solo la Cina che si approfitta di noi. Con l'Unione europea abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari", ha sottolineato. Minacciando l'Europa, il presidente ha ribadito che intende imporre tariffe al Canada e al Messico dal primo febbraio, quando potrebbero scattare anche dazi del 10% contro Pechino.

La reazione dei leader europei non si è fatta attendere e mentre la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto di "non essere sorpresa" e messo in guardia sulla necessità che l'Europa "si prepari", il commissario Ue per l'Economia Valdis Dombrovskis ha assicurato che l'Ue "è pronta a difendere i suoi interessi" e a "rispondere in modo proporzionato se sarà necessario, come abbiamo fatto durante la prima amministrazione Trump". Più conciliante il tono del premier spagnolo Pedro Sanchez, secondo il quale una guerra commerciale non giova né agli Stati Uniti né a Bruxelles. Mentre per l'inviato in Svizzera del presidente francese Emmanuel Macron, il ministro Laurent Saint-Martin, "l'elezione di Trump può essere un'opportunità, ma se saranno imposte tariffe ci adegueremo". Anche la Cina ha assicurato di essere "fermamente determinata a difendere gli interessi nazionali". La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha sottolineato in conferenza stampa la convinzione di Pechino che "in una guerra commerciale non ci sono vincitori" e ha assicurato che la Cina è "disposta a mantenere la comunicazione e la cooperazione con gli Stati Uniti".

Ecco una mappa della guerra dei dazi:

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  • GLI USA: Donald Trump ha messo in guardia l'Ue sull'imposizione di dazi se non risolverà gli squilibri commerciali con gli Stati Uniti, nei confronti dei quali l'Europa vanta un attivo per il 2024 di oltre 213 miliardi (dati Census Bureau). Durante il suo primo mandato, Trump aveva imposto dazi rispettivamente del 25% e del 10% sulle importazioni di acciaio e alluminio. La disputa è stata risolta successivamente dall'amministrazione di Joe Biden. Facendo seguito alle promesse elettorali, il presidente ha aleggiato dazi del 25% contro il Canada e Messico dall'1 febbraio. L'1 febbraio potrebbero anche scattare nuovi dazi del 10% contro la Cina per il fentanyl, che si andrebbero ad aggiungere a quelli già in vigore. Nel 2018 e 2019, durante i suoi primi quattro anni alla Casa Bianca, Trump ha imposto dazi su 380 miliardi di dollari di prodotti Made in China. L'amministrazione Biden ha lasciato invariate quasi tutte le tariffe di Trump su Pechino e nel maggio 2024 ha annunciato inoltre un aumento dei dazi su 18 miliardi di prodotti cinesi. Nel nome della sicurezza nazionale, l'ex presidente ha varato anche controlli all'export sui semiconduttori di ultima generazione, cruciali per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
     
  • L'UE: In risposta ai dazi di Trump sull'acciaio e l'alluminio, Bruxelles aveva imposto tariffe sua serie di prodotti icona americani, quali le Harley-Davidson e il whiskey. Nel 2021, con la soluzione della disputa commerciale con gli Usa, i dazi sono stati rimossi. Bruxelles ha imposto tariffe sulle e-car cinesi dal 7,8% al 35,3% a seconda del marchio, che si vanno ad aggiungere alle tariffe già applicate del 10%. L'Ue e la Cina sono comunque in trattative per cercare un'intesa.
     
  • LA CINA: In seguito alla stretta europea sulle e-car, Pechino ha varato dazi anti-dumping sul cognac europeo. Lo scontro commerciale cinese è ben più acceso contro gli Stati Uniti, la prima potenza economia globale. Ai dazi varati da Trump prima e Biden poi, Pechino ha risposto imponendo tariffe ritorsive su una lunga serie di prodotti, dalla soia ai prodotti chimici e a quelli per i consumatori.