Sui migranti arriva la solidarietà Ue per l'Italia
'Ma rispetti le regole del nuovo Patto'. A luglio la pagella
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La Commissione Europea vara il primo rapporto dedicato al ciclo annuale sulla migrazione, tappa cruciale per arrivare all'attuazione del famoso Patto (che scatterà a metà del 2026). Le notizie, in sintesi, sono due. L'Italia - insieme a Grecia, Cipro e Spagna - si vede riconoscere la possibilità di accedere al fondo di solidarietà europeo, che prevede ricollocamenti o aiuti economici, vista l'entità degli arrivi ma, allo stesso tempo, deve fare i compiti a casa e "attuare tutte le norme" previste dalle riforme, specie sui movimenti secondari. Perché altrimenti rischia che gli altri Paesi ritirino le offerte di aiuto.
"Ci stiamo avvicinando all'attuazione del Patto e a un nuovo sistema europeo di gestione della migrazione che garantisce che nessuno Stato membro sia lasciato solo ad affrontare pressioni sproporzionate", sottolinea il commissario agli Affari Interni e alla Migrazione Magnus Brunner. "Gli arrivi nell'Ue stanno diminuendo (-35% nell'ultimo anno) e devono continuare a farlo: mentre attuiamo il Patto, dobbiamo proseguire senza sosta il nostro lavoro per garantire un aumento dei rimpatri e coinvolgere i Paesi terzi in partenariati che riflettano meglio gli interessi dell'Ue".
Le istituzioni europee stanno lavorando per mettere a terra norme più stringenti su rimpatri, Paesi di origine e di transito sicuri ma è innegabile che il test più delicato sarà proprio il meccanismo di solidarietà. L'esecutivo Ue ha presentato la proposta al Consiglio (si parte da minimo 30mila ricollocamenti e 600milioni di contributi) ma i dettagli sono riservati, sino a che i 27 non l'avranno discussa e accettata. "Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Croazia, Austria e Polonia si trovano ad affrontare una situazione migratoria significativa a causa delle pressioni cumulative degli ultimi cinque anni" e avranno dunque" la possibilità di chiedere al Consiglio una deduzione totale o parziale dei loro contributi al fondo di solidarietà per l'anno prossimo", ha evidenziato inoltre la Commissione, mettendo in pratica le nuove regole. Il primo banco di prova arriverà a luglio 2026, quando Bruxelles assegnerà 'i voti' agli Stati membri sulle regole del Patto. Ecco, se Roma non avrà fatto la sua parte nell'assicurare che chi arriva illegalmente sia registrato, quella parte di solidarietà offerta (obbligatoriamente) in sede di Consiglio potrebbe essere ritirata.