Magyar incassa il sostegno Ue, 'intesa sui fondi a fine maggio’

L'incontro con von der Leyen e Costa. Subito le misure su giustizia e Lgbt

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Trasparenza, collaborazione. E, soprattutto, rapidità. Peter Magyar e Ursula von der Leyen hanno messo sul piatto un primo, provvisorio cronoprogramma per far tornare l'Ungheria nel cuore dell'Europa dopo 16 anni di potere di Viktor Orban.

Il premier magiaro in pectore, in due incontri separati, ha visto a Bruxelles la presidente della Commissione e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Quella di Magyar è stata, per il protocollo, una missione eccezionale, non essendo ancora ufficialmente alla guida del governo. Anche per questo non è stato previsto alcun punto stampa e, fuori dal Palazzo Berlaymont, non ha sventolato la bandiera ungherese, come capita invece per i vessilli di appartenenza dei capi di Stato e di governo ospiti della Commissione.

Solamente Donald Tusk, dopo la vittoria alle elezioni polacche nell'ottobre del 2023, era stato ricevuto dai vertici Ue nonostante non fosse ancora primo ministro. Non è un caso. Tusk arrivava al potere dopo gli anni di Mateusz Morawiecki. Magyar è l'uomo che ha spezzato il regno altrettanto sovranista e euroscettico di Orban. Ad entrambi l'Ue ha chiesto una svolta a 360 gradi per scongelare i fondi comunitari.

A dispetto del primo ministro polacco, Magyar ha ancora meno tempo a disposizione. Sono 17 i miliardi di fondi europei bloccati. Di questi, poco più di dieci sono del Next Generation Ue. Miliardi che da settembre saranno definitivamente persi. Più ampio il margine per ottenere poco più di 7 miliardi dalla Coesione.

Il primo contatto tra Magyar e von der Leyen, ad ascoltare entrambi, è andato bene. I due si sono concessi ai fotografi prima di cominciare a parlare. Von der Leyen ha assicurato al leader di Tisza il sostegno della Commissione al futuro governo nell'affrontare "i problemi di corruzione e violazione dello stato di diritto". "I nostri team continueranno a collaborare strettamente. Per un'Ungheria prospera, nel cuore della nostra casa europea comune", ha sottolineato la numero uno di Palazzo Berlaymont.

Magyar, dal canto suo, si è già dato una scadenza: tornerà a Bruxelles nell'ultima settimana di maggio con l'obiettivo "di arrivare all'accordo politico necessario affinché l'Ungheria riceva, il prima possibile, i fondi Ue a cui ha diritto. Il suo mandato dovrebbe iniziare il 9 maggio. Avrà due settimane, quindi, per mettere in campo le prime misure.

Giustizia, diritti Lgbt, libertà accademica saranno i settori che, in accordo con l'Ue, saranno affrontati subito. Non meno facile il lavoro sul programma Safe da 16 miliardi, anch'esso congelato da Bruxelles. Magyar dovrà stravolgerlo: Bruxelles non ha alcuna intenzione di foraggiare i Paperoni dell'industria della difesa magiara, fedelissimi di Orban.

Magyar, come è solito fare, ha inondato di dirette il suo account X sin dal suo atterraggio allo scalo di Zaventem. Era accompagnato dalla futura ministra degli Esteri Anita Orban.

Dopo von der Leyen il futuro premier ha visto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Il focus è stato sulle "molte sfide" davanti, dall'Ucraina al bilancio. "Quando l'Ue è unita raggiunge i suoi obiettivi", ha rimarcato Costa.

Magyar raccoglierà l'invito, senza tuttavia perdere di vista il consenso guadagnato in patria. "Desidero rassicurare tutti sul fatto che l'Unione europea non sta imponendo alcuna condizione contraria agli interessi nazionali dell'Ungheria", è stato il messaggio inviato agli elettori.