L'Ue difende la Flotilla ma le capitali sono divise

Rispettare diritto internazionale'.Ma a Copenaghen Gaza assente

"Rispettiamo la Flotilla e seguiamo la vicenda, il diritto internazionale non va violato". Dopo una notte di silenzio e il frettoloso "no comment" di Antonio Costa in conferenza stampa al vertice di Copenaghen, l'Ue costruisce la sua posizione su un caso scomodo un po' per tutti. In Danimarca, dove sono riuniti quasi 50 leader europei, dell'abbordaggio della Flotilla si parla solo nei punti stampa a margine. Tra i tavoli della riunione della Comunità Politica europea, complice anche l'assenza di Recep Tayyp Erdogan, non ce n'è traccia. Di guerra si parla eccome, ma con gli occhi fissi sul fianco Est. Eppure, non solo in Italia, le piazze ribollono.

A Bruxelles, Berlino, Atene, Barcellona, Parigi, persino Varsavia, migliaia di manifestanti scendono in piazza per denunciare l'arresto degli attivisti. Nella capitale belga la protesta arriva alle porte dell'Europarlamento. "Siamo pronti a star qui tutta la notte", promettono i manifestanti. L'onda pro-Gaza tocca anche Copenaghen e l'enorme Bella Center, dove di prima mattina, a piccoli gruppi, giungono i leader della Comunità Politica europea. Tra loro, Giorgia Meloni è quella più concentrata sul caso. Il suo punto stampa di ingresso è tutto dedicato alla Flotilla e alle proteste di piazza. E non è da meno Pedro Sanchez, animato da un background politico ben diverso. "Valuteremo se Israele ha violato il diritto internazionale, l'importante ora è che gli attivisti tornino a casa", sottolinea il premier iberico, riconoscendo e plaudendo la "solidarietà della società civile spagnola". Sulla stessa linea d'onda ecco Irlanda, Norvegia e Belgio, Paesi da tempo in trincea contro il perdurare dell'offensiva israeliana a Gaza.

Eppure, ancora una volta, le vicende mediorientali dividono l'Europa. Il governo svedese, ad esempio, ha posizioni molto simili a quelle dell'Italia. E da Berlino viene ricordato con nettezza come da tempo fosse stato sconsigliato agli attivisti di avvicinarsi a Gaza. Caso scomodo, quello della Flotilla, anche perché non è affatto chiuso. Le prossime ore e il trattamento degli attivisti nelle carceri israeliane saranno determinanti. "Chiediamo che il diritto internazionale sia rispettato e i nostri connazionali protetti", avverte Emmanuel Macron che parla della Flotilla come di una "scelta di impegno", nata a causa di una condotta israeliana che Parigi denuncia da giorni. E' sul rispetto del diritto internazionale, quindi, che potrebbero farsi spazio i prossimi passi delle cancellerie europee.

Si andrà in ordine sparso, come quasi sempre è accaduto finora su Gaza e come appare probabile avvenga anche sul fronte della sanzioni a Israele, sul tavolo del prossimo Consiglio Affari Esteri. Germania e Italia, sebbene più aperturiste rispetto al passato, non hanno sciolto le riserve sulla sospensione degli accordi commerciali all'Ue. Friedrich Merz e Giorgia Meloni ne potrebbero aver parlato anche nel bilaterale a margine del vertice di Copenaghen, puntellando il loro raccordo. Ma già nei prossimi giorni, a Strasburgo, la Flotilla ritornerà protagonista. Due i dibattiti previsti alla Plenaria: un primo sulla situazione di Gaza, un secondo - il 7 ottobre - sull'antisemitismo. La presidente Roberta Metsola guarda con sguardo serio all'appuntamento, che potrebbe indebolire ulteriormente la maggioranza Ursula e aumentare le distanze tra Ppe e S&D. Una frattura che neppure il piano di Trump per Gaza sembra destinato a sanare.