Il Sacharov ai reporter detenuti a Minsk e Tbilisi
Poczobut e Amaglobeli simboli delle proteste nei loro Paesi
Il Premio Sacharov torna a guardare all'Europa dell'Est. Ad aggiudicarsi l'edizione 2025 della più alta onorificenza del Parlamento europeo per la difesa dei diritti umani sono i giornalisti Andrzej Poczobut, bielorusso, e Mzia Amaglobeli, georgiana, dissidenti contro i rispettivi governi e attualmente detenuti nelle carceri dei loro Paesi. Simbolo delle manifestazioni contro il regime di Lukashenko, Andrzej Poczobut, giornalista, saggista e blogger appartenente alla minoranza polacca in Bielorussia, è detenuto a Minsk dal 2021 e condannato a otto anni di carcere per accuse considerate politicamente motivate.
Da anni in isolamento e privato di cure mediche adeguate, la sua famiglia ha fatto sapere di non essere più in grado di fargli visita. Mzia Amaglobeli, direttrice di diverse testate online in Georgia, è stata arrestata nel 2025 dopo aver partecipato a una manifestazione antigovernativa. Condannata a due anni di reclusione è diventata una figura di riferimento per le proteste contro il governo del partito Sogno Georgiano. La decisione è arrivata questa mattina a Strasburgo, a seguito di un accordo tra i leader dei gruppi politici dell'Eurocamera, che hanno premiato i due dissidenti nominati dal Ppe e da Ecr, gli stessi gruppi che nel 2024 proposero e portarono alla vittoria la venezuelana Corinna Machado, insignita recentemente del Premio Nobel per la Pace 2025.
Non passano invece le nomine ai giornalisti palestinesi, scelti dalla Sinistra Ue e dai Socialisti, e agli studenti serbi proposti dai liberali di Renew. L'annuncio dell'assegnazione a Poczobut e Amaglobeli del premio dedicato al celebre dissidente sovietico che in passato fu affidato a figure di spicco come Nelson Mandela e Alexey Navalny, è arrivato mentre al centro del dibattito in plenaria figurava proprio la questione della repressione in Bielorussia. In Aula era infatti presente Sviatlana Tsikhanouskaya, vincitrice del Premio Sacharov nel 2020, per la prima vota assieme al marito Siarhei Tsikhanouski, condannato a 18 anni, ma rilasciato nel giugno 2025 grazie alle pressioni internazionali. Pressioni che Bruxelles intende ora estendere anche per Poczobut e Amaglobeli, nella speranza che non debbano attendere anni per la libertà ma che possano essere presenti alla consegna del premio, prevista per dicembre a Strasburgo.
Oltre al premio l'Aula si è espressa anche con una condanna netta al dittatore bielorusso Lukashenko, sottolineando come l'Eurocamera non lo riconosca come legittimo presidente. Un passaggio che, però ha messo in difficoltà l'unità dell'opposizione. Sul testo si è astenuto infatti il M5s, secondo cui si dedica "un trattamento riservato solo ai leader dei Paesi non allineati come Venezuela o Cuba". Parole contro cui si è scagliata la dem Pina Picierno che sui social chiede cosa ne pensino di questa astensione "i tanti compagni fulminati sulla via del campo largo'".