Il processo di adesione all'Ue, le regole e i candidati

Sono 10 i Paesi che bussano alla porta. Ma per Turchia e Georgia è tutto fermo

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Il mese prossimo la Commissione Europea con gli Stati membri dovrebbero aprire il primo gruppo di capitoli negoziali di adesione all'Ue dell'Ucraina e della Moldavia. Nel frattempo, Montenegro e Albania avanzano speditamente nel processo, mentre l'Ue è chiamata ad affrontare tutto il tema dell'allargamento e delle riforme interne.

* LE FASI DEL PROCESSO - Stando ai Trattati Ue, ogni Paese "europeo" può chiedere di aderire. Il processo di adesione è, come ripete spesso la Commissione, "basato sul merito", ovvero sui progressi nelle riforme che il Paese intenzionato a diventare membro si impegna a realizzare. Il percorso si articola in tre fasi e ognuna richiede l'unanimità. Fase 1: candidatura. Il Paese presenta domanda al Consiglio. La Commissione valuta la capacità di rispettare i criteri di adesione. Il Consiglio, con il via libera di tutti gli Stati membri, può concedere lo status di candidato e aprire i negoziati. Fase 2: negoziati di adesione. Il Paese si adegua all'acquis comunitario. La Commissione monitora i progressi e riferisce a Consiglio e Parlamento. I negoziati avvengono tramite conferenze intergovernative che aprono e chiudono i capitoli (raggruppati in cluster). Fase 3: adesione. Conclusi i negoziati, la Commissione valuta la preparazione finale. Segue un trattato di adesione, approvato da Commissione, Consiglio e Parlamento Ue e ratificato da tutti gli Stati membri e dal Paese candidato, che prevede anche la data di adesione.

* I PAESI CHE BUSSANO ALLA PORTA DELL'UE - Attualmente vi sono nove Paesi candidati e un Paese potenzialmente candidato all'adesione, il Kosovo, non riconosciuto da cinque Paesi Ue. Tra questi vi sono i front runner Montenegro e Albania, con il primo che potrebbe già aspirare a entrare nell'Unione nel 2028, visto che il Consiglio ha già iniziato a redigere il Trattato di adesione; la Serbia, la Macedonia del Nord, la Bosnia-Erzegovina, l'Ucraina, la Moldavia, la Georgia e la Turchia. Per questi ultimi due Stati il processo è congelato, visto l'arretramento dello Stato di diritto e l'involuzione politica verso l'Unione. L'Ucraina e la Moldavia hanno ottenuto lo status di Paese candidato all'Ue il 23 giugno 2022. Da allora hanno progredito speditamente nelle riforme, soprattutto grazie al supporto della Commissione europea. Tuttavia, finora non si è mai riusciti ad aprire i negoziati per il veto imposto dall'Ungheria di Orban all'Ucraina e di conseguenza alla Moldavia che procede di pari passo.

* I CRITERI DI COPENAGHEN E LA RIFORMA DEL 2020 - I criteri di adesione, o criteri di Copenaghen del 1993, sono le condizioni essenziali che tutti i paesi candidati devono soddisfare per diventare Stati membri dell'Ue. Nel febbraio 2020 è stata rivista la metodologia del processo di adesione, semplificando la ripartizione dei gruppi tematici (cluster) in sei: Principi fondamentali, Mercato interno, Competitività e crescita inclusiva, Agenda verde e connettività sostenibile, Risorse, agricoltura e coesione e Relazioni esterne, che a loro volta contengono diversi capitoli per un totale di 32. La Commissione, su spinta della Francia, ha voluto mettere l'accento sui progressi nello Stato di diritto dei Paesi che aspirano a entrare nell'Unione e introdurre un approccio graduale e reversibile. Per far ciò si è deciso che il cluster dei Principi fondamentali è sempre il primo ad essere aperto e l'ultimo a essere chiuso, dettando il ritmo dell'intero processo di avanzamento.