Il Board of Peace divide l’Ue, socialisti contro la Commissione

Solo un gruppetto di Paesi presenti, prevista la partecipazione dell’Italia come osservatore

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L'onda lunga del Board of Peace di Donald Trump inizia a far sentire i suoi effetti in Europa, come era prevedibile. L'Ue, quando si tratta di Gaza, già fa fatica a esprimere una posizione unitaria, figuriamoci se poi si mischia tutto con il tema esplosivo della mini-Onu in salsa privata lanciata dal presidente Usa. Per ora, non a caso, solo una manciata di Paesi europei ha confermato la presenza giovedì. Mentre il gruppo dei Socialisti al Parlamento Europeo ha chiesto chiarimenti alla Commissione Europea sulla natura della sua partecipazione, che pure ha innescato qualche mal di mancia a Bruxelles.

"La Commissione - tuona S&D - chiarisca il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto 'Board of Peace' che si terrà giovedì a Washington: l'iniziativa è in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall'Onu e ci sono serie preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza riguardo alla sua partecipazione". L'esecutivo Ue, dal canto suo, continua a ribadire che non entrerà nel Board of Peace e che la commissaria Suica andrà per partecipare "al punto specifico relativo a Gaza e alla sua ricostruzione".

"Ciò che conta sono i nostri sforzi e la nostra intenzione di impegnarci con tutti i partner, inclusi gli Stati Uniti, sul futuro di Gaza e la sua ricostruzione", ha sottolineato una portavoce dell'esecutivo blustellato. Che però ha glissato ancora sull'aspetto spinoso dello status di osservatore, su cui palazzo Berlaymont non vuole dire una parola definitiva. "La Commissione cercherà in ogni modo di evitare di esprimersi, perché vuole impegnarsi per Gaza ma, allo stesso tempo, non dare legittimità all'iniziativa di Trump: una linea sottile da seguire", spiega una fonte europea vicina al dossier.

Il ragionamento, volendo, funziona anche per i Paesi dell'area, compresi quelli europei: Cipro e Grecia saranno infatti giovedì a Washington in veste di "osservatori" (Nicosia, è stato fatto notare, ricopre la carica di presidente di turno dell'Ue ma in realtà questo conta poco, rispetto alla sintassi istituzionale comunitaria). Antonio Tajani ha poi parlato della partecipazione anche di Romania, Slovacchia, Croazia e Austria. Mentre Ungheria e Bulgaria, invece, saranno gli unici Stati membri dell'Ue a militare a pieno titolo. La Gran Bretagna - a quanto si apprende - sta ancora prendendo tempo, pure lei dilaniata tra l'esigenza di onorare la 'special relationship' e il rispetto per le Nazioni Unite, di cui ovviamente è membro permanente al Consiglio di Sicurezza.

La faglia però si rileva persino all'interno dei Paesi stessi, a volte seguendo le affinità politiche con l'universo Maga. Come nel caso della Polonia. Il presidente della Repubblica di Polonia Karol Nawrocki (sovranista) sarà rappresentato a Washington "dal capo dell'Ufficio per la politica internazionale, Marcin Przydacz", come ha precisato il portavoce del capo di Stato polacco, Rafał Leśkiewicz. Peccato che il primo ministro Donald Tusk abbia ribadito in mattinata che il governo "non prevede la partecipazione al Board of Peace in queste circostanze e condizioni". E in Polonia spetta all'esecutivo prendere una decisione sull'eventuale adesione all'iniziativa.