Gori (Pd-S&D), "con Space Act europeo stop alla frammentazione normativa"
‘Per colmare il gap con Usa servono investimenti e lanciatori riutilizzabili’
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"Mettere fine alla frammentazione normativa tra i Paesi membri per creare un ambiente omogeneo per l'economia dello spazio". È l'obiettivo dello Space Act europeo illustrato dall'eurodeputato dem Giorgio Gori in un'intervista a Chat Europe. Il provvedimento, proposto dalla Commissione nel giugno 2025, mira a uniformare le regole in materia di sicurezza e sostenibilità, superando la proliferazione di leggi nazionali – già 13, tra cui quella italiana – che rischiano, secondo lo shadow rapporteur per il gruppo S&D dello Space Act, di invalidare "il vantaggio di avere uno spazio unico europeo da 450 milioni di abitanti".
Sul fronte della competitività, l'eurodeputato ha richiamato le indicazioni del rapporto Draghi per colmare il divario con Stati Uniti e Cina. "Servono investimenti molto rilevanti", ha sottolineato Gori, evidenziando che nel prossimo bilancio Ue 2028-2034 il capitolo difesa e spazio avrà "una rilevanza che non aveva nel precedente". L'obiettivo è finanziare "progetti di grande innovazione" anche attraverso Horizon Europe, per recuperare terreno soprattutto sulla capacità di accesso allo spazio.
Una delle sfide principali resta quella dei lanciatori: "La scommessa nel medio periodo è quella di provare a pareggiare l'attuale gap tecnologico sui lanciatori riutilizzabili", ha spiegato Gori, sottolineando come la tecnologia di SpaceX consenta di abbattere drasticamente i costi dei lanci. Pur disponendo di vettori come Ariane e Vega, per l'eurodeputato l'Europa deve puntare alla stessa efficienza dei competitor per garantire una reale autonomia strategica ed evitare che il valore di ogni razzo "venga perduto in mare" dopo un solo utilizzo.