Fondi per la difesa, Roma prenota fino a 15 miliardi Ue

Giorgetti, Safe conviene più dei Btp. Opposizioni all'attacco

Bruxelles - La lettera spedita a tarda sera, dopo calcoli e riflessioni che sono durati per tutto il giorno. Il governo alla fine ha ufficializzato a Bruxelles l'intenzione di avvalersi del fondo Safe "fino a 15 miliardi". Fondi che intanto sono stati prenotati e che di qui a fine novembre andranno dettagliati per avere l'effettivo accesso a un finanziamento a un tasso agevolato, e da ripagare in un tempo lunghissimo. Una scelta che "alleggerisce" i conti pubblici italiani, insistono ai piani alti del governo mentre lo stesso Giancarlo Giorgetti spiega che si tratta di un debito "interessante" perché costa, in termini di interessi, meno "dei Btp". Non si tratta di acquistare armi, insistono dall'esecutivo anche per fare fronte alle critiche, piovute puntuali, di una parte delle opposizioni.

Si tratta di rafforzare "la base industriale della difesa europea", ripetono fonti dell'Esecutivo, che vuol dire pure "cybersecurity, spazio". In parte i prestiti europei andranno a coprire spese già a bilancio, in parte saranno utili per quello "sforzo aggiuntivo" che è richiesto a tutti i Paesi nell'ambito del piano Readiness 2030 (e pure dagli impegni sottoscritti con la Nato). Di certo,con queste risorse europee non si possono finanziare progetti nazionali, ma investimenti portati avanti insieme ai partner (comprese Gran Bretagna e Norvegia). Safe "è un simbolo del nostro impegno collettivo a rafforzare la nostra preparazione in materia di difesa per un futuro più sicuro e unito", sottolinea per l'appunto il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubulius annunciando che insieme all'Italia sono 18 i paesi dell'Unione che hanno fatto richiesta di accedere allo strumento, per circa 127 miliardi su 150 complessivamente disponibili.

Questa manifestazione di interesse preliminare consentirà ora alla Commissione di valutare la domanda e prepararsi alla raccolta di fondi sui mercati dei capitali. Safe "è una fonte di finanziamento alternativa per finanziare delle spese per la difesa d'investimento che in larga parte sono già previste e già in itinere", spiega il titolare italiano dell'Economia, spiegando a modo suo la convenienza dello strumento: "Se mi dite pago il 3,5 sul Btp o il 3% sul Safe il ministro dell'Economia - dice Giorgetti - se non è scemo risponde: 'Pago il 3% sul Safe e risparmio un po' di interesse".

Peraltro si tratta di un debito che va restituito in 45 anni e si inizia a pagare dopo i primi 10 anni. Fino all'ultimo si sarebbe valutato, nel confronto tra Mef, Difesa e Palazzo Chigi, dove fissare l'asticella dei finanziamenti potenziali anche se in diversi già ora ipotizzano che alla fine la richiesta effettiva non sarà per tutti e 15 i miliardi opzionati. In ogni caso da sinistra è arrivata immediata la richiesta di Movimento 5 Stelle e Avs che Giorgetti o la stessa Giorgia Meloni rendano una "informativa urgente" in Aula sui "prestiti per il riarmo", con cui il governo di centrodestra "indebita il Paese" e che dovranno "pagare i nostri figli".