E' bufera sul Green Claims, l'Italia si schiera contro
Negoziati bloccati, manca maggioranza. Commissione sotto accusa
Bruxelles - Nessun incontro, dunque nessuna possibilità di portare avanti il negoziato sulle norme anti-greenwashing. A Bruxelles è stallo sulla proposta di direttiva Green Claims che vuole obbligare le aziende a dodici stelle a dimostrare con prove scientifiche le proprie dichiarazioni ambientali. "Stiamo premendo il pulsante pausa", ha confermato la presidenza polacca alla guida Ue, annunciando di aver cancellato l'incontro negoziale previsto per oggi con l'Eurocamera, potenzialmente quello decisivo per un accordo. "Ci sono troppi dubbi e abbiamo bisogno di chiarezza dalla Commissione europea sulle sue intenzioni: in base a ciò potremo decidere i prossimi passi", è stato osservato.
Sotto la pressione dei gruppi di centrodestra al Pe, l'Esecutivo Ue ha annunciato venerdì di voler ritirare la legge dicendosi contraria all'inclusione nel campo di applicazione della direttiva di oltre 30 milioni di microimprese, che il Consiglio Ue - notoriamente l'istituzione con meno ambizione ambientale - starebbe portando avanti in sede di negoziato. Una richiesta che, nel fine settimana, avrebbe spinto anche Giorgia Meloni a sfilarsi dal sostegno alla direttiva e a cambiare gli equilibri in seno al Consiglio, dove ad oggi manca una maggioranza solida favorevole al mandato politico.
"Si tratta di una proposta che l'Italia non ha mai sostenuto" ma nonostante questo "ha lavorato costruttivamente nel corso del negoziato in Consiglio, al fine di prendere in considerazione le preoccupazioni delle imprese", spiegano fonti diplomatiche, confermando l'assist del governo di Roma alla mossa di Ursula von der Leyen. Tra l'annuncio dell'esecutivo Ue e il dietrofront dell'Italia la presidenza polacca ha messo in pausa le trattative. Le motivazioni della squadra di von der Leyen non convincono però l'Eurocamera che accusa con fermezza la Commissione di essersi ormai trasformata nel quartier generale del Ppe. "Questo è inaccettabile", hanno tuonato gli eurodeputati relatori, il liberale Sandro Gozi e il socialista Tiemo Wölken.
"Eravamo vicini a trovare un compromesso finale ed equilibrato", hanno assicurato in conferenza stampa, parlando di una sostanziale unità di intenti tra le istituzioni a trovare una soluzione per esentare le microimprese. Un'esenzione che sarebbe dovuta essere al centro dei colloqui di questo pomeriggio, poi cancellati. "Se c'è bisogno di discutere di questioni specifiche, il modo migliore è recarsi alla riunione, discuterne durante la riunione, non annullarla", ha affermato Gozi. Con le trattative politiche ormai arenate, la Commissione europea potrebbe approfittare del collegio di mercoledì per presentare la proposta formale di ritiro della normativa. Creando così un precedente: il privare i due co-legislatori dell'Ue dell'opportunità di concludere i negoziati in corso.