L'Europa alla sfida della Casa, parla Irene Tinagli.

ChatEurope intervista la presidente della Commissione Casa del Parlamento europeo.

L'Europa muove i suoi primi passi alla ricerca di una soluzione comune alla crisi abitativa e si prepara a pubblicare la sua strategia per la casa. Come parte di questo sforzo per la prima volta l'Eurocamera si è dotata di una commissione speciale sulla Casa. In un'intervista concessa ad ANSA nell’ambito del progetto ChatEurope la presidente di questa commissione, l’eurodeputata del Partito Democratico Irene Tinagli, riflette sulle radici del problema e sulle possibili risposte che l’Unione potrà offrire nei prossimi mesi.

Per Tinagli è necessario andare a fondo per capire la complessità delle cause di questa crisi. "Negli ultimi anni", spiega, "diversi fattori hanno agito contemporaneamente, creando un effetto di pressione crescente. Abbiamo visto un aumento significativo dei costi di produzione nel settore delle costruzioni, che ha spinto i prezzi verso l’alto". A questo si è aggiunta una crescita della domanda abitativa, non solo tradizionale: "Sono aumentati gli affitti turistici, così come la mobilità di studenti e lavoratori. Questo fa sì che la domanda superi di molto il numero di abitazioni disponibili per l’uso residenziale".

Il paradosso, osserva la presidente della Commissione Casa, è che proprio mentre la domanda cresceva la disponibilità di alloggi sociali e a prezzi accessibili diminuiva. "Le politiche pubbliche per la casa, molto diffuse nel secolo scorso, sono state progressivamente abbandonate. In molti Paesi ci si limita a mantenere lo stock esistente, spesso pure ridotto dalla privatizzazione", spiega Tinagli sottolineando che il risultato "è uno squilibrio che colpisce soprattutto i ceti medi e i giovani, sempre più esclusi dai centri urbani".

Sui ritardi dell’Unione europea nell'intervenire su un tema così sensibile, Tinagli risponde che il ritardo è in parte fisiologico. "L’Ue non ha competenze dirette sulla politica abitativa, che resta soprattutto nazionale e in alcuni casi regionale. Questo ha rallentato la presa di consapevolezza". La svolta, però, è arrivata: "La creazione della Commissione Casa al Parlamento europeo è stata un passo importante. Ci ha permesso di analizzare a fondo le cause e capire dove l’Europa può incidere davvero".

Proprio partendo da questa analisi, sono emerse aree dove un intervento europeo può fare la differenza. Una di queste riguarda le piattaforme di affitti brevi. "Per anni non erano percepite come un problema abitativo; ora invece sappiamo che possono ridurre l’offerta residenziale in molte città", osserva l’eurodeputata. "L’Ue potrebbe definire un quadro regolatorio comune che le città più colpite possano adottare. Non per imporre regole da Bruxelles, ma per offrire strumenti chiari quando serve intervenire".

Altro ambito importante sono gli aiuti di Stato. Le regole attuali, spiega infatti Tinagli, limitano gli investimenti pubblici nell’edilizia sociale. "Piccole modifiche potrebbero permettere più flessibilità, soprattutto per costruire alloggi destinati non solo ai più vulnerabili ma anche ai redditi medio-bassi", continua l'eurodeputato che ricorda come il Parlamento europeo stia inoltre lavorando a una mappatura delle buone e cattive pratiche europee, "per capire cosa funziona, cosa no e cosa può essere replicato".

In vista della strategia di dicembre, Tinagli indica le sue priorità: "vorrei una revisione delle regole sugli aiuti di Stato, un nuovo quadro per regolamentare gli affitti a breve termine e, soprattutto, più risorse nel prossimo Quadro finanziario pluriennale", senza fondi dedicati, avverte, "sarà difficile aiutare Paesi, regioni e città che non riescono a finanziare nuovi progetti di edilizia sociale". Accanto alle risorse, inoltre, serve anche modernizzare i processi: "Stiamo lavorando per semplificare le procedure autorizzative e accelerare le ristrutturazioni e le nuove costruzioni. Anche questo può dare un contributo decisivo".

La convinzione di Tinagli è che l’Europa, pur non avendo la competenza primaria, possa diventare un attore determinante. "Serve coraggio, ma possiamo giocare un ruolo importante. La crisi abitativa è una delle grandi questioni sociali del nostro tempo, e l’Ue non può permettersi di ignorarla", conclude l'eurodeputata.