Misuraca, 'l'Ue colmi il gap con gli Usa sull'IA puntando su competenze e sovranità digitale'

Il coordinatore della European AI Skills Academy: "Servono più investimenti, formazione e una politica industriale comune”

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L'Europa può colmare il divario tecnologico con Stati Uniti e Cina sull'intelligenza artificiale, ma deve rafforzare investimenti, competenze e sovranità tecnologica, senza rinunciare al proprio modello regolatorio fondato sulla tutela dei cittadini. Ne è convinto Gianluca Misuraca, CEO di Inspiring Futures Europe e coordinatore della European AI Skills Academy (Aisha), intervistato da ChatEurope.

"Con l'AI Act e l'intero quadro di governance digitale, l'Unione europea è stata la prima regione al mondo a proporre regole a protezione dei cittadini, affinché la tecnologia sia realmente al loro servizio", spiega Misuraca, sottolineando come Bruxelles continui a promuovere innovazione "attraverso la regolamentazione", pur in presenza di un gap tecnologico rispetto ad altre potenze.

Secondo Misuraca, accanto all'approccio normativo, l'Ue sta mettendo in campo strategie come l'AI Continent Action Plan e l'Apply AI Strategy per valorizzare i punti di forza europei nella ricerca e nell'adozione dell'intelligenza artificiale nei diversi settori, a partire dalla pubblica amministrazione. "Si sta formando una nuova generazione di funzionari pubblici e policy maker in grado di comprendere e governare queste tecnologie", osserva.

Per il coordinatore di Aisha, tuttavia, resta cruciale rafforzare una politica industriale europea e accelerare sul fronte delle competenze. "C'è la necessità di creare nuovi profili professionali e specialisti funzionali, sia nel settore pubblico sia in quello privato", afferma. La European AI Skills Academy, progetto coordinato da Misuraca e sostenuto da oltre 40 partner europei, punta proprio a sviluppare competenze tecniche, di governance ed etiche per affrontare la diffusione dell'intelligenza artificiale generativa.

Misuraca richiama inoltre l'attenzione sui rischi di dipendenza cognitiva legati all'uso dei sistemi di IA e sull'esigenza di progettare tecnologie "by design" coerenti con i valori europei. "Occorre essere più critici rispetto a ciò che viene generato dalle macchine e assicurare che i sistemi siano sviluppati sulla base dei principi fondanti del progetto europeo", sottolinea.

Sul piano internazionale, Misuraca auspica un rafforzamento della diplomazia tecnologica europea e il coinvolgimento delle Big Tech in un approccio condiviso basato sulla gestione dei rischi, principio alla base dell'AI Act. "L'autonomia strategica europea nell'intelligenza artificiale, dal cloud ai semiconduttori fino al quantum, richiede maggior coordinamento, maggiori investimenti e nuove competenze, anche nel campo della governance e della diplomazia tecnologica", conclude.